CookinLab – Lasagna dell’ortolano

 

English translation at the bottom.

 

Buongiorno. Ecco a voi una di quelle ricette che nascono un po’ per gioco, un po’ per uscire dalla solita routine, e che poi si rivelano essere le assolute vincitrici della giornata.

6 persone:

– 250g di Lasagne all’uovo secche;
– 1kg di broccoli;
– 350g di funghi champignon tagliati a fettine;
– 250g di Philadelphia;
– 350g di provolone dolce tagliato a fette;
– 1 carota;
– 1 cipollotto;
– 1/2 costa di sedano;
– 1 spicchio d’aglio;
– olio, sale, pepe nero, paprika dolce, noce moscata, rosmarino, prezzemolo, parmigiano grattugiato, pan grattato q. b.;
– preparazione: tagliate a striscioline sottili la carota, il cipollotto ed il sedano, quindi fateli rosolare con una noce di burro, un cucchiaio d’olio ed un rametto di rosmarino in una padella bella capiente; aggiungete i broccoli tagliati a fettine (per quanto sia possibile), condite con sale, pepe e paprika, aggiungete un mezzo bicchiere d’acqua calda e cuocete con il coperchio per 5-6 minuti a fiamma moderata; a questo punto scoprite, fate asciugare il liquido di cottura e mettete da parte; in un’altra padella fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un paio di cucchiai d’olio, fate soffriggere leggermente lo spicchio d’aglio schiacciato e mettete a cuocere i funghi a fiamma moderata; dopo 3-4 minuti condite con sale e pepe, aggiungete una manciata di prezzemolo tritato e mettete da parte; preparate una sorta di besciamella leggera mettendo la Philadelphia in un tegame piccolo e facendola sciogliere per bene, anche aiutandovi con un paio di bicchieri d’acqua calda, quindi aggiungendo un pizzico di sale e un po’ di noce moscata; a questo punto componete la lasagna ponendo un po’ di besciamella sul fondo, quindi facendo ogni strato con, in ordine, pasta, broccoli, besciamella, alcune fette di provolone e qualche funghetto, e proseguite formando almeno tre strati; quindi concludete mettendo sopra agli ultimi fogli di pasta i rimanenti broccoli e funghi, una bella manciata di parmigiano ed un’altra bella manciata di pan grattato; bagnate la lasagna con una decina di cucchiai d’acqua calda, cercando di distribuirla un po’ in tutta la teglia, e cercando di bagnare bene il pan grattato; infornate in forno pre-riscaldato a 180° per una mezz’oretta, quindi controllate lo stadio di cottura della pasta infilzandola con una forchetta, e al massimo sfruttate il grill per far fare la crosta sulla parte superiore; lasciate riposare per una buona decina di minuti e servite.

Una bella alternativa alla classica lasagna della domenica, o alla classica pasta (o riso) con verdure della settimana. Ve la consiglio vivamente, perchè profumata e saporita. Buon divertimento!

 

Farmer Lasagna

Good morning. Here is one of those recipes that come out a bit for fun, a bit to exit the weekly routine, and then become to be the absolute winners of the day.

6 servings:

– 250g of Lasagne pasta;
– 1kg of broccoli;
– 350g of champignon mushrooms sliced;
– 250g of Philadelphia cheese;
– 350g of caciocavallo cheese sliced;
– 1 carrot;
– 1 spring onion;
– 1/2 branch of celery;
– 1 clove of garlic;
– extra-virgin olive oil, salt, black pepper, smoked paprika, nutmeg, rosemary, parsley, shredded parmigiano, bread crumbs to taste;
– procedure: cut into thin stripes the carrot, the spring onion and the celery, then let them sweat off with a knob of butter, a tablespoon of olive oil and a small branch of rosemary in a nice and big pan; add the broccoli sliced (as far as possible), season with salt, pepper and paprika, add a half cup of hot water and cook with the lid on 5-6 minutes over a moderate heat; now take the lid off, let every liquid evaporate, turn off the stove and leave it to rest; take another pan, let it get nice and hot, put a knob of butter, a couple of tablespoons of olive oil and the clove of garlic lightly mashed, let it fry a bit and then put the mushrooms in, cooking over a moderate flame; after 3-4 minutes season with salt and pepper, add a nice handful of finely chopped parsley and leave them to rest; make a sort of light white cream putting the Philadelphia cheese in a small saucepan and letting it slowly melt down, even adding a cup of hot water, and adding a pinch of salt and a bit of nutmeg at the end; now arrange the Lasagna one layer at a time, beginning with a bit of white cream on the bottom (to create a sort of adhesive for the first sheet of pasta), then making every layer with, in this order, pasta sheets, broccoli, white cream, some slices of caciocavallo cheese and some mushrooms, then keep going trying to make at least three layers this way; then finish putting on the last sheets of pasta the broccoli and mushrooms left, a nice handful of parmigiano and another one quite as generous of bread crumbs; wet the whole Lasagna with some hot water (about ten tablespoons) trying to spread it all over the baking tray, and trying to moisten well the bread crumbs on top; cook in a pre-heated oven at 180°C about 30 minutes, then check if the pasta is cooked stinging it with a fork (it must be soft, but not mushable), and you may use the grill to make the bread crumbs nice and crunchy; let it rest about 10 minutes and then serve.

Instead of the caciocavallo cheese (as usual, the name is linked to a page that could be interesting for the ones of you who don’t know this amazing and tasteful cheese) you could use some matured cheddar cheese, and the result won’t change that much. Or you could use the classical white cream, but in this case the Lasagna would become a bit heavier in taste, and in calories of course! Have fun!

Pubblicato in main course, primo | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

CookinLab – Cappelloni all’italiana

 

English translation at the bottom.

 

Buongiorno. Stavolta mi sono cimentato nella pasta fresca, e quella dà sempre delle bellissime soddisfazioni!

6 persone:

– 150g di farina 00;
– 150g di semola di grano duro;
– 2 uova;
– 60g di foglie di basilico;
– 250g di burrata;
– 250g di mozzarella;
– 800g di pomodori piccadilly;
– 1 spicchio d’aglio;
– olio, sale, pepe nero, zucchero, basilico, parmigiano grattugiato q. b.;

– preparazione della pasta: innanzitutto tritate la burrata e la mozzarella con un po’ di basilico e mettetele a scolare su di un colino (abbiate l’accortezza di raccogliere il liquido che cadrà); frullate i 60g di foglie di basilico con un uovo, due cucchiai d’olio d’oliva ed un pizzico di sale; mischiate le farine con un cucchiaio e fate un cratere al centro (la classica fontanella), quindi metteteci il trito di basilico e rompetevi l’altro uovo dentro; iniziate ad impastare con le dita cercando di amalgamare la farina con i liquidi, quindi da quando inizierà a rapprendersi continuate ad impastare energicamente fino ad ottenere un composto tonico ma morbido, bello liscio e non appiccicoso; avvolgete l’impasto nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per almeno un’ora; a questo punto stendete la sfoglia il più sottile possibile, tagliate dei quadrati grandi e riempiteli con un cucchiaino abbondante del ripieno, quindi chiudeteli a triangolo e ricongiungete gli angoli opposti dando loro la classica forma dei cappelletti;

         

– preparazione del sugo: mettete tre cucchiai d’olio a scaldare in una padella su fiamma moderata, quindi fatevi soffriggere l’aglio leggermente schiacciato in camicia; tagliate i pomodori in quarti e privateli dei semi e dell’acqua di vegetazione, quindi buttateli in padella condendo con un po’ di sale, una bella macinata di pepe ed un cucchiaino raso di zucchero; quindi unite il liquido che era colato da burrata e mozzarella e fate cuocere a fiamma vivace, mescolando continuamente, per 5-6 minuti (il tempo che i liquidi siano evaporati), ed infine aggiungete un po’ di basilico fresco tritato; cuocete i cappelloni in abbondante acqua salata e scolateli dopo pochi minuti, saltateli con il sughetto e servite con una bella foglia di basilico fresco (un filo d’olio crudo ed una manciata di parmigiano se gradite).

Un paio di consigli: non dimenticate lo zucchero nel sughetto, perchè serve a correggere l’acidità dei pomodori; aggiungete dell’olio d’oliva nell’acqua di cottura un momento prima di buttare la pasta, il che contribuirà a non fare attaccare tra di loro i cappelloni (o comunque qualsiasi tipo di pasta fresca); quando tritate il basilico badate che sia ben aciutto, e soprattutto cercate di tagliarlo una sola volta altrimenti gran parte dell’aroma rimarrà sul tagliere. Infine ringrazio il mio coinquilino Fabio Pastano (di cognome e di fatto) per avermi concesso di fotografare le sue mani all’opera. Buon divertimento!

 

Italian style Cappelloni

Good morning. This time I’ve tried my hand at making fresh pasta, and that’s always a lot satisfying!

6 servings:

– 150g of white flour;
– 150g of durum wheat flour;
– 2 eggs;
– 60g of basil leaves;
– 250g of burrata;
– 250g of mozzarella;
– 800g of piccadilly tomatoes;
– 1 clove of garlic;
– extra-virgin olive oil, salt, black pepper, sugar, basil, shredded parmigiano to taste;

– pasta preparation: first finely cut burrata and mozzarella with a bit of basil andleave them to rest and drain (try to save the liquid that will come out); blend the 60g of basil leaves with 1 egg, 2 tablespoons of olive oil and a pinch of salt; mix the two flours with a spoon and make a kind of crater in the centre, then put the basil mixture and the other egg in it; begin to mix the liquids with the flours with your fingers, then since the dough will begin to thicken keep on kneading hard until you’ll have a tonic but soft dough, nice and smooth and not sticky; wrap it in some film and let it rest in the fridge at least 1 hour; now cut the dough in pieces and stretch them out, trying to form a pastry as thin as you can; cut the pastry in some square-shaped big “tissues” and put a generous teaspoon of the filling in the centre of each of them, then close them in a triangular shape and rejoin the opposite corners giving them the classical shape of Cappelletti pasta;

         

– sauce prepration: put 3 tablespoons of olive oil in a hot pan over a medium flame, then let the clove of garlic (unpeeled and lightly mashed) fry a bit; cut the tomatoes into four parts each and clean them of the seeds and the vegetation water they have in the inside, then put them in the pan seasoning with a bit of salt, some freshly ground pepper and a half teaspoon of sugar; then pour the liquid that came out from the filling and cook over a high heat, stirring continuously, 5-6 minutes (the time the liquid would be evaporated), and finally add a bit of freshly chopped basil; meanwhile cook your Cappelloni in abundant salted water and drain them after a few minutes, put them in the pan and sauté, then serve with a nice leaf of fresh basil (a drizzle of olive oil and a nice handful of parmigiano if you want).

A couple of advices: don’t forget to put the sugar into the sauce, because is necessary to adjust the acidity of the tomatoes; add some olive oil in the cooking water just a second before you put the pasta in, that will help to not make the Cappelloni stick to each other (you can use this with every kind of fresh pasta); when you chop the basil , it has to be not wet at all, and try to chop it once and once only, otherwise the better part of its flavour will remain on the board; you can use only mozzarella if you cannot find the burrata (this word is linked to an external site, for the ones of you that don’t know this amazing fresh Italian cheese). Finally I have to thank my flatmate Fabio Pastano to have let me take a picture of his hand at work. Have fun!

Pubblicato in main course, primo | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

CookinLab – Amatriciana a modo mio

 

English translation at the bottom.

 

Ciao. Oggi vi propongo una cosiddetta “pastasciutta”! Una classica amatriciana, una di quelle ricette che tendono a cadere nel dimenticatoio, sovrastate da idee sempre nuove, sempre più chic, sempre più originali…

4 persone:

– 360g di Spaghetti alla Chitarra;
– 350g di guanciale tagliato a listarelle;
– 500ml di passata di pomodoro;
– 125g di mozzarella tagliata a listarelle;
– 1 cipolla rossa;
– 1 carota;
– 1/2 costa di sedano;
– olio, sale, pepe nero, paprika dolce, noce moscata, peperoncino, zucchero, prezzemolo, basilico q. b.;
– preparazione: tritate finemente cipolla, carota e sedano e fateli appassire in un tegame con un cucchiaio d’olio d’oliva ed un po’ d’acqua, per una decina di minuti con coperchio a fiamma bassa; aggiungete il guanciale tagliato a listarelle ed alzate la fiamma per farlo diventare un po’ croccante, quindi aggiungete la passata di pomodoro ed un bicchiere d’acqua e mescolate bene; ora condite con un bel pizzico di sale ed un mezzo cucchiaino di zucchero (per correggere l’acidità del pomodoro), una bella macinata di pepe ed un’abbondante spolverata di paprika (se gradite anche del peperoncino), un pizzico di noce moscata, un mazzetto di prezzemolo ed uno di basilico e coprite, quindi lasciate cuocere a fiamma bassa per almeno un’ora, mescolando di tanto in tanto ed aggiungendo dell’acqua se dovesse seccarsi troppo; cuocete la pasta in abbondante
acqua salata, scolatela al dente e saltatela con il sugo, quindi servite con delle listarelle di mozzarella fresca, un filo d’olio se gradite ed una foglia di basilico.

So che ai puristi dell’amatriciana non piacerà che si sostituisca la mozzarella al pecorino, ma a me piace così, soprattutto quando inizia a fare caldo. Inoltre ho usato troppe spezie… ma penso sia semplicemente deliziosa quando è fatta a modo mio. Divertitevi!

 

Amatriciana my own way

Hi. Today I’m proposing a so-called pastasciutta (that is pasta and tomato sauce in a general meaning)! A classic amatriciana, one of those recipes that tend to sink into oblivion, overwhelmed by always newer, smarter, more original ideas…

4 servings:

– 360g of Spaghetti alla Chitarra pasta;
– 350g of lard from the pig’s cheek (or bacon);
– 500ml of tomato sauce;
– 125g of mozzarella cut into thin stripes;
– 1 red onion;
– 1 carrot;
– 1/2 branch of celery;
– extra-virgin olive oil, salt, black pepper, smoked paprika, nutmeg, chilli flakes, sugar, parsley, basil to taste;
– procedure: finely chop onion, carrot and celery and let them sweat off in a saucepan with a tablespoon of olive oil and a bit of water, about 10 minutes with the lid on over a low flame; put the lard in (cut into thin stripes) and increase the flame to make it a bit crunchy, then add the tomato sauce and a glass of water and mix well; now season with a generous pinch of salt and a half teaspoon of sugar (to adjust the acidity given by the tomatoes), some freshly ground pepper and a nice sprinkling of paprika (some chilli flakes if you want), a pinch of nutmeg, a wisp of parsley and one of basil and put the lid on, then let it cook over a low flame at least one hour, stirring sometimes and adding some water if you find the sauce is becoming a bit too dry; cook the pasta in abundant salted water, drain it al dente and put it in the saucepan, then serve with some stripes of fresh mozzarella, a drizzle of olive oil if you want and a leaf of basil.

I know that the real amatriciana lovers, the purist ones, won’t like that it has been put some mozzarella instead of the traditional grated pecorino cheese, but I like it this way, mainly with the hot season approaching. Moreover I’ve used so many spices… but I think it’s simply delicious when it’s done my own way. Have fun!

Pubblicato in main course, primo | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

CookinLab – Cheesecake tradizionale con sciroppo fresco di fragole alla menta

English translation at the bottom.

 

Ciao a tutti. Erano ormai mesi e mesi che volevo provare a farne uno (per inciso, secondo me il cheesecake è maschile, quindi lo tratterò come tale), quindi Sonia Peronaci mi è venuta in aiuto, fornendomi una ricetta di base, che ovviamente ho un attimo rivisitato.

12 porzioni:

– 375g di biscotti digestive;
– 180g di burro;
– 30g di amido di mais (o maizena);
– 100ml di panna fresca;
– 300g di Philadelphia;
– 700g di Philadelphia Yo;
– 3 uova intere;
– 2 tuorli d’uovo;
– 2 bustina di vanillina;
– 150g di zucchero semolato;
– 300ml di crème fraîche;
– 2 cucchiai rasi di zucchero a velo;
– succo di limone, buccia di limone, fragole, menta fresca, zucchero di canna, rum scuro q. b.;

– preparazione della base: frullate i biscotti con circa 3 cucchiai di zucchero di canna e la buccia di mezzo limone grattugiata ed incorporatevi il burro fuso e mescolate fino ad ottenere un composto alquanto compatto; quindi imburrate una teglia con il bordo estraibile e distribuite il composto sulla base e sui bordi, cercando di mantenere uno spessore più o meno omogeneo; a questo punto lasciatela riposare almeno un’ora in frigorifero;

– preparazione della crema: ammorbidite bene la Philadelphia, quindi unitela alla panna ed iniziate ad incorporare piano piano con una spatola la maizena setacciata, lo zucchero, 1 bustina di vanillina, le uova intere ed i tuorli; dopo aver mescolato bene aggiungete due bei pizzichi di sale ed il succo di mezzo limone e ultimate la crema; quindi versatela nella base preparata prima ed infornate in forno pre-riscaldato a 180° per 40 minuti circa e poi abbassate la temperatura a 150° e lasciate stare in forno altri 20 minuti;

– preparazione della copertura: mescolate bene la crème fraîche con lo zucchero a velo setacciato ed 1 bustina di vanillina, quindi spalmatela sulla parta superiore del cheesecake e rimettetelo in forno a 150° per 5 minuti; quindi sfornate, lasciate raffreddare e poi riposare in frigorifero per almeno 5-6 ore;

– preparazione dello sciroppo: tagliate una bella manciata di fragole a pezzetti di qualsiasi dimensione preferiate, quindi mettetele in padella con 3-4 cucchiai di zucchero di canna; fate riscaldare e poi sfumatele con un mezzo bicchiere di rum, lasciando evaporare tutto l’alcol a fiamma alta; a questo punto aggiungete il succo di mezzo
limone ed un mezzo bicchiere d’acqua e lasciate bollire a fiamma moderata fino a raggiungere la consistenza desiderata; spegnete il fuoco ed aggiungete della menta fresca tritata, quindi lasciate raffreddare bene ed usatelo per guarnire le fette di cheesecake al
momento di servirle.

Di consigli ne potrei dare tanti, ma mi limiterò a dire che nella preparazione della base, al momento di imburrare la teglia, per stare sicuri potreste anche apporre un disco di carta da forno sulla base, o incartare la teglia per intero. Per quanto riguarda la
crema, regolatevi con il succo di limone a seconda del tipo di limoni che state utilizzando, e poi andrebbe bene anche il succo di un limone intero, ma sempre stando attenti, altrimenti potrebbe risultare in un retrogusto troppo aspro. Poi al posto della crème
fraîche potreste usare della panna fresca, o dello yogurt, oppure prepararla da voi, seguendo il semplice procedimento che trovate nella pagina Tips & tricks. Infine, per lo sciroppo, state solo attenti a non farlo diventare troppo denso, altrimenti sarà diventato caramello, quindi si indurirà non appena sarà un attimino più freddo; per riconoscere la densità giusta, basta far cadere una gocciolina di sciroppo in un bicchiere d’acqua fredda, e se si solidifica all’istante vuol dire che è ormai caramello. Divertitevi!

 

Traditional cheesecake with minted strawberries fresh syrup

How’s it going, everyone? It was months now that I wanted to try to make one on my own, and Sonia Peronaci offered her help giving me a very good recipe, that I’ve obviously modified.

12 servings:

– 375g of digestive biscuits;
– 180g of butter;
– 30g of corn flour;
– 100ml of fresh cream;
– 300g of Philadelphia cheese;
– 700g of Philadelphia Yo cheese;
– 3 eggs;
– 2 egg yolks;
– 2 sachets of vanillin;
– 150g of caster sugar;
– 300ml of crème fraîche;
– 2 tablespoon of icing sugar;
– lemon juice, lemon zest, strawberries, fresh mint, brown sugar, dark rum to taste;

– base preparation: blend the biscuits with 3 tablespoons of brown sugar and the zest of a half lemon, then add the butter (melted) and mix until you’ll have a nice and thick paste; then grease with some butter a baking tray (one of those with the removable rim) and flat down the paste all over the base and the inner rim, trying to give a homogeneous thickness; then let it rest in the fridge at least one hour;

– cream preparation: well soften the Philadelphia cheeses, then add the cream and begin to slowly mix in with a spatula the corn flour (sieved), the caster sugar, 1 sachet of vanillin, the whoe eggs and the yolks; after you’ll have well mixed everything add a couple of nice pinches of salt and the juice of a half lemon, then finish the cream; now pour it into the base you made before and put in a pre-heated oven 40 minutes at 180°C, and then 20 minutes more at 150°C;

– topping preparation: mix the crème fraîche with the icing sugar (better if sieved) and a sachet of vanillin, then spread the upper surface of the cheesecake with it and put it again in the oven at 150°C just 5 minutes; then let it cool down a bit and then rest in the fridge at least 5-6 hours;

– syrup preparation: cut a nice handful of strawberries into pieces of any size you like, then put them in a pan with 3-4 tablespoons of brown sugar; let the pan get warm and then pour a half glass of dark rum, letting all the alcohol evaporate over a high flame; now pour the juice of a half lemon and a half glass of water and let it boil over a moderate heat until you reach the thickness you’re searching for; turn off the heat and add some freshly chopped mint, then let it cool down before using it to decorate your cheesecake pieces when you’re serving them.

I could give so many suggestions, but I’ll just say that in the base preparation, when you’re gresing the baking tray, you could even think of using some baking paper on the base, or even all over the rim. About the cream, get to know which kind of lemon you’re using, so that you could think of using the juice of an entire lemon, but always being careful, otherwise it could result in a too sour aftertaste. Then, instead of crème fraîche you could use some fresh cream, or some yoghurt, or you could make it by yourself following the easy procedure you can find in Tips & tricks page. For last, about the syrup, be careful not to make it too thick, otherwise it will become caramel, so it will instantly harden as soon as it will be a bit cooler; to recognize the right thickness, just let a drop of syrup fall in a glass of cold water, and if it sets hard in one moment it means it’s already become caramel.

Maybe many international friends of mine (or international visitors who can certainly make a better cheesecake) would laugh watching at this recipe. But I’m always open to any kind of recommendation to impove myself. Have fun!

Pubblicato in dessert | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

CookinLab – Risotto al radicchio

 

English translation at the bottom.

 

Buongiorno a tutti. Oggi un calssico risotto, uno di quelli che è sempre buono avere nel proprio repertorio.

2 persone:

– 180g di riso carnaroli;
– 1 radicchio tondo;
– 500ml di brodo vegetale;
– 1 cipolla bionda;
– 1/2 carota;
– 1/2 costa di sedano;
– 1/2 bicchiere di vino rosso;
– 50g di burro;
– olio, sale, pepe nero, prezzemolo, parmigiano grattugiato q. b.;
– preparazione: mettete metà del burro in una padella e fatelo sciogliere a fiamma dolce, dopodichè mettetevi il radicchio (lavato e tagliato sottile) e lasciatelo ammorbidire ed addolcire per un paio di minuti a fiamma moderata, saltandolo in continuazione e condendo con un pizzico di sale e del pepe nero; in un tegame fate riscaldare un paio di cucchiai d’olio e mettete cipolla, carota e sedano tritati finissimi ad imbiondire a fiamma dolce (magari aggiungendo un mezzo mestolo di brodo); quindi aggiungete il riso al trito di base e fatelo tostare per un minuto a fiamma moderata, quindi sfumatelo con il vino rosso a fiamma alta ed iniziate la cottura aggiungendo un po’ di brodo alla volta, ogni volta quasi coprendo il riso, ed aggiungendolo ogni qual volta il riso si sarà asciugato quasi del tutto, e mi raccomando mescolate in continuazione; quando il riso sarà cotto spegnete il fuoco, aggiungete il radicchio e l’altra metà del burro, una generosa manciata di parmigiano ed un po’ di prezzemolo tritato, e mescolate bene finchè il burro non si sarà sciolto del tutto, quindi lasciate riposare per qualche minuto e servite.

Ogni tipo di radicchio si presta per questa ricetta: quello tondo di Chioggia è un po’ più amaro di quello lungo (di Treviso), ma rosolandolo nel burro il sapore si ammorbidisce ed arricchisce tantissimo. Ricordate che questa ricetta è un must per coloro che si stiano avvicinando all’arte dei risotti, e come sempre buon divertimento!

 

Radicchio risotto

Hi everyone! How’s it going? For today one classic risotto, one of those you should always have in your repertoire.

2 servings:

– 180g of carnaroli rice;
– 1 round radicchio;
– 500ml of vegetable stock;
– 1 golden onion;
– 1/2 carrot;
– 1/2 branch od celery;
– 1/2 glass of red wine;
– 50g of butter;
– extra-virgin olive oil, salt, black pepper, parsley, shredded parmigiano to taste;
– procedure: put half of the butter in a pan and let it melt over a low heat, then put the radicchio in (well washed and cut very thin) and let it sweat off and sweeten for a couple of minutes over a moderate heat, stirring continuously and seasoning with a pinch of salt and some freshly gorund black pepper; put a couple of tablespoons of olive oil in a saucepan and when it’s hot put onion, carrot and celery in, all of them finely chopped, and let them sweat off over a low heat (one ladle of hot stock could help); so add  the rice and let it toast for a minute over a moderate heat, then pour in the red wine and let all the alcohol evaporate over a high heat, and finally you’re ready to begin the cooking process adding a bit of stock at a time, every time till you almost cover the rice, and adding some more every time the rice would be almost dry, and remember to stir continuously; when the rice will be cooked turn off the heat, add the radicchio and the other half of the butter, a generous handful of parmigiano and a bit of freshly chopped parsley, and mix well until the butter will be well melted, then let it rest for some minutes and serve.

Every variety of radicchio is good for this recipe: the round one is a little more bitter than the long one, but sweating it off in some butter it will result a lot softened and enrichened in flavour. Remember that this recipe is fundamental for the ones of you that are approaching the risotto art, and as usual have fun!

Pubblicato in main course, primo | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

CookinLab – Gnocchi taglialegna

 

English translation at the bottom.

 

Ciao. Come va? Oggi vi propongo un piatto che ho preparato per caso mentre ero in Germania, ospite di carissimi amici di vecchia data. Il nome è nato da un connubio di idee mie e di Mariangela Samela (che qui ringrazio), e si spiega con gli ingredienti stessi, tipici di piatti denotati come “boscaiolo”, “alla boscaiola” e così via.

4 persone:

– 500g di gnocchi di patate;
– 350g di funghi champignon;
– 3 peperoni piccoli;
– 100g di Philadelphia;
– 1/2 cipolla rossa;
– 1/2 carota;
– 1/2 bicchiere di vino rosso;
– olio, burro, sale, pepe nero, paprika dolce, prezzemolo riccio q. b.;
– preparazione: mettete un filo d’olio ed una noce di burro in una padella e fate scaldare su fuoco dolce, quindi tritate la cipolla e la carota finemente e mettetele ad imbiondire; intanto tagliate i peperoni a pezzetti ed i funghi in modo grossolano (magari potrete fare ogni fungo in non più di quattro parti), in modo che possano cuocere più o meno nello stesso tempo, ed aggiungeteli al trito in padella; sfumate con il vino ed alzate la fiamma per far evaporare l’alcol, quindi condite con sale, pepe e paprika, aggiungete un bicchiere di acqua calda e continuate la cottura con il coperchio per 5-6 minuti a fiamma dolce; a questo punto aggiungete la Philadelphia a cubetti e se non vi è abbastanza liquido di cottura, aggiungete un altro mezzo bicchiere di acqua calda, quindi mescolate bene finchè il sugo non sarà bello cremoso ed omogeneo; intanto cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolateli non appena vengono a galla, quindi metteteli in padella e saltateli con il condimento, aggiungendo una bella manciata di prezzemolo tritato ed aggiustando eventualmente di sale e pepe; guarnite con un ciuffetto di prezzemolo e servite ben caldo.

Colgo l’occasione per ringraziare Philipp e Birgitt per avermi ospitato per una settimana, per avermi accolto e fatto sentire del tutto a mio agio e per avermi fornito ispirazione ed ingredienti. Tra l’altro non finisce qui, perchè tra un po’ aggiungerò anche una ricetta tradizionale tedesca fornitami dalla stessa Birgitt (o sono stato io a rubargliela?). Alla prossima… divertitevi!

 

Gnocchi lumberjacks

Hey, how’s it going? Today there’s a recipe I’ve accidentally prepared while I was in Germany, guest of two among my dearest and oldest friends ever. The name came out by melting together many ideas, some of which were mine and some other by Mariangela Samela (and here I thank her), and can be explained with the ingredients themselves, peculiar of many recipes named such as “boscaiolo“, “alla boscaiola” (that is “woodcutter”, “woodcutter style” if I should translate them literally) and so on.

4 servings:

– 500g of gnocchi;
– 350g of champignon mushrooms;
– 3 small peppers;
– 100g of Philadelphia cheese;
– 1/2 red onion;
– 1/2 carrot;
– 1/2 glass of red wine;
– extra-virgin olive oil, butter, salt, black pepper, smoked paprika, curly leaf parsley to taste;
– procedure: put a drizzle of olive oil and a knob of butter in a pan and heat up over a low flame, then finely chop the onion and the carrot and put them in to sweat off; meanwhile cut the peppers into small pieces and the mushrooms, at the contrary, into big pieces (you could think of cutting each mushrooms into no more than four pieces), so that they’ll take the same time to cook, and put them in the pan; pour the wine increasing the heat to let the alcohol evaporate, then season with salt, pepper and paprika, add a cup of hot eater and go on cooking with the lid on for 5-6 minutes over a low heat; now add the Philadelphia cheese cut into cubes and if you’ll find there’s not enough liquid in there, add another half cup of hot water, then stir well until the sauce won’t have become nice and creamy and homogeneous; so cook your gnocchi in abundant salted water and drain them as soon as they begin to float, then put them in the pan and briefly sauté, adding a nice handful of freshly chopped parsley and adding some salt and pepper if needed; add a leaf of fresh parsley and serve nice and hot.

Before it ends I want to take this chance to thank Philipp and Birgitt to have had me as their guest for a week, to have welcomed me and to have made me feel totally at ease and to have provided inspiration and ingredients. Moreover that’s not all, because one day I’ll post even a traditional German recipe that Birgitt gave me (or it was me to steal it?). And for the ones who don’t know it yet, here is a nice link to the Philadelphia cheese. Catch up for the next recipe… have fun!

Pubblicato in main course, primo | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

CookinLab – Fagottini alla romana

 

English translation at the bottom.

 

Buongiorno a tutti. Oggi vi propongo una mia versione dei saltimbocca alla romana.

3 persone:

– 3 fettine di vitello (80g l’una circa);
– 120g di scamorza;
– 6 foglie di salvia;
– 25g di burro;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 bicchiere di vino bianco;
– olio, sale, pepe nero, farina q. b.;
– preparazione: battete bene le fettine (magari incartandole con della carta da forno per evitare che il batticarne si attacchi alle fettine) per intenerirle e renderle sottili, ma non esagerate in modo da non rovinare del tutto la consistenza della carne (alternativamente, potreste pensare di stendere le fettine aiutandovi con un matterello); tritate 3 foglie di salvia e tagliate la scamorza a cubetti, quindi mescolatele insieme e dividetele tra le tre fettine, ponendole al centro di ognuna di esse; aggiungete un pizzico di sale ed una leggera macinata di pepe e quindi chiudete le fettine in modo da formare un sacchetto; legatele con uno spago da cucina, cercando di inserire una foglia di salvia nel punto della legatura, e mettete i vostri fagottini in una padella ben calda, in cui avrete fatto sciogliere il burro con l’aglio ed un filo d’olio; fateli rosolare un po’ su tutti i lati a fiamma vivace, quindi versate il vino e lasciate che ne evapori l’alcol, e a quel punto coprite e lasciate cuocere a fiamma dolce per una decina di minuti; scoprite e prima di spegnere il fuoco, aggiungete un cucchiaio di farina in modo da formare una cremina con il liquido di cottura rimasto; serviteli ben caldi.

Ho voluto lasciare l’accezione “alla romana”, anche se la ricetta è una totale rivisitazione, lo so bene. Un consiglio spassionato: scegliete un taglio di carne tenero e cuocete i fagottini lasciando pure che rimangano un po’ rosa al centro nel punto in cui li avete legati. Tra l’altro, per coloro che apprezzassero la carne equina, questa ricetta è del tutto riadattabile. Buon divertimento!

 

Roman style tiny bags

Hi, how’s it going? Today here is my version of the saltimbocca alla romana recipe.

3 servings:

– 3 veal cutlets (80g each);
– 120g of scamorza cheese;
– 6 leaves of sage;
– 25g of butter;
– 1 clove of garlic;
– 1 glass of white wine;
– extra-virgin olive oil, salt, black pepper, white flour to taste;
– procedure: beat the cutlets (maybe you could wrap them in some oven paper to avoid that the mallet would stick to the meat) to soften them and make them much thinner, but beware of not overwork them in order not to damage their texture (you could even think of rolling the cutlets with the help of a rolling pin); finely chop 3 leaves of sage and cut the scamorza cheese into cubes, then mix them together and put them in the centre of the cutlets (equally dividing them among the three cutlets); season with a pinch of salt and a bit of freshly ground pepper and then close the cutlets trying to give them a money bag shape; tie them with some string (that kind made for cooking), trying to insert a leaf of sage in the point you’re doing the knot; put the butter and a drizzle of olive oil in a pan, let it get nice and hot, then put the garlic and your tiny bags in; first brown them on each side over a high heat, then pour the wine in and let all the alcohol evaporate, and finally put the lid on and cook over a low heat for about 10 minutes; now open up and before you turn off the stove add a tablespoon of flour in order to make a sort of creamy sauce with the cooking liquids that are left in the pan; serve hot.

This recipe is quite different from the original one I’ve mentioned before, but I like the sensation the adjective “roman” gives to the recipe, so I’ve left it. Just a suggestion: pay attention to the meat you’re buying, because you want only a tender kind of meat, and cook the tiny bags even letting them remain a bit pink in the point you’ve done the knot. And again, for the ones of you that still don’t know what it is, here is a link to the scamorza cheese I mean. Have fun!

Pubblicato in main course, secondo | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento